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Glossario dei termini liturgici utilizzati in questo sito

  • antifona si dà questo nome a più parti dell’ufficio: 1) a un breve ritornello intercalato ai versetti di un salmo; 2) a un salmo o a gruppi di salmi; 3) al gruppo di tropari che forma gli anavathmí; 4) ai tre gruppi di versetti di salmo con ritor­nello e tropario che si trovano all’inizio della Divina Litur­gia.
  • apòdosis,  giorno conclusivo di una festività importante. Generalmente nella liturgia, eccetto le pericopi, si replica come nel giorno della festività.
  • apofatismo è la tendenza a dire di Dio ciò che non è piuttosto che ciò che è.
  • carne nelle preghiere della tradizione bizantina spesso questo termine indica la natura umana.
  • esicasmo metodo di preghiera che con precisi metodi di postura e di rilassamento corporale considera possibile raggiungere la reale contemplazione fino all'unione mistica con Dio.
  • kondákion tropario che un tempo introduceva, enun­cian­done il tema, una composizione poetica formata da varie stro­fe: dopo che si cominciarono a usare i canoni, di tali com­po­sizioni restò solo il kondákion, seguito talvolta da una strofa.
  • minéi si indicano con questo termine i dodici libri - uno per ogni “mese” (mín) - contenenti il ciclo annuale delle feste fisse del Signore, della Beata Vergine e dei santi.
  • ode composizione poetica ispirata a uno dei nove cantici biblici adottati nell’ufficiatura. canone.
  • órthros ufficio che si celebra tra il finire della notte e lo spuntare dell’alba: corrisponde più o meno al mattutino del­la chiesa occidentale, ma comprende anche le lodi.
  • proeórtia giorni in numero variabile che precedono le principali feste liturgiche.
  • meteórtia giorni in numero variabile che seguono le principali feste liturgiche.
  • theotokíon tropario dedicato alla Madre-di-Dio (Theo­tókos).
  • triságio è la triplice acclamazione “Santo” ispirata a Is 6,3. Si è molto discusso se il suo significato sia origina­ria­men­te cristologico o trinitario.
  • tropario nome generico dato ai piccoli inni che costituisce la base di ogni composizione liturgica. La parola viene da trópos, modo: il tropario è pertanto un piccolo inno che si canta secondo un dato modulo musicale; il suo ritmo è ba­sato sull’accento tonico.
 
Affresco della discesa agli inferi

L'anno liturgico bizantino

L'anno liturgico è un periodo di tempo ciclico lungo circa un anno, ma non corrispondente all'anno solare, nel quale la Chiesa fa il memoriale degli eventi principali della vita di Gesù, il ricordo della Madre di Dio e degli avvenimenti principali della sua vita e la memoria dei santi. Nella tradizione bizantina l'anno liturgico inizia il giorno di Pasqua e l'intero ciclo annuale guida e prepara il fedele a questo glorioso avvenimento.

L'anno liturgico bizantino è organizzato intorno a tre grandi cicli di feste:
  • il ciclo delle feste a data mobile, che hanno come base la Pasqua e da essa dipendono;
  • il ciclo delle feste a data fissa, feste o commemorazioni che ricorrono sempre nella stessa data;
  • il ciclo settimanale, poiché ogni giorno della settimana ha una dedicazione.

Il ciclo delle feste a data mobile è suddiviso in quattro grandi periodi:
  1. Pentecostarion che va dal giorno di Pasqua fino all'apodosis di Pentecoste. In questo periodo si legge il vangelo di san Giovanni;
  2. Ciclo di san Matteo, perché si legge il vangelo di san Matteo, e va dalla domenica di tutti i Santi (la sucessiva a Pentecoste) fino al sabato che precede la festa della Esaltazione della SS.ma Croce (14 settembre);
  3. Ciclo di san Luca, perché si legge il vangelo di san Luca, e va dal lunedì che segue la domenica dopo l' Esaltazione della SS.ma Croce fino all'inizio del Triodion.
  4. Triodion, periodo lungo dieci settimane di intensa preparazione alla Pasqua. Comprende tre settimane di preparazione alla quaresima (pre-quaresima), la Grande Quaresima dei digiuni e la Grande e Santa Settimana.
Il ciclo delle feste a data fissa è riportato nel Minèo, una raccolta di dodici libri contenenti giorno per giorno le indicazioni sui santi o sugli avvenimenti commemorati, che possono essere religiosi (come trasferimenti di reliquie e concili) o civili (come terremoti, liberazioni di assedi ecc...). In base all'importanza dell'evento commemorato viene riportata una breve sinassi e i testi liturgici propri. I volumi, suddivisi per mensilità, hanno inizio con il mese di settembre e contengono sia le ricorrenze comuni che quelle proprie di ogni chiesa.
 
Il ciclo settimanale è così organizzato:
  • La domenica è dedicata alla Resurrezione del Signore (piccola pasqua);
  • Il lunedì è dedicato agli Angeli;
  • Il martedì è dedicato a san Giovanni Battista;
  • Il mercoledì si ricorda il tradimento di Giuda ed è giorno di digiuno per tutto l'anno;
  • Il giovedì è dedicato agli Apostoli;
  • Il venerdì si ricorda la passione, come il meroledì è giorno di digiuno per tutto l'anno.
  • Il sabato è destinato alla preghiera per i defunti.

 

PECULIARITÀ

Le feste nel calendario liturgico bizantino sono suddivise per importanza in tre categorie:

  1. Le feste despotiche, che riguardano gli eventi della vita di Gesù:
    • la Pasqua (data mobile)
    • l'Ascensione (40 giorni dopo Pasqua e di giovedì)
    • la Pentecoste (50 giorni dopo Pasqua e di domenica)
    • la Trasfigurazione (6 agosto)
    • l'Esaltazione della SS.ma Croce (14 settembre)
    • il Natale (25 dicembre)
    • la Circoncisione (1° gennaio)
    • la santa Teofania (6 gennaio)
    • la festa dell'Hypapantì o dell'Incontro (2 febbraio)
    • l'Annunciazione (25 marzo)
    • la Domenica delle Palme (la domenica che precede la Pasqua)
  2. Le feste teomitoriche, che riguardano Maria, la Madre di Dio:
    • la Natività di Maria, (8 settembre)
    • la Presentazione al Tempio, (21 novembre)
    • la Concezione di Maria, (9 dicembre)
    • la Maternità, (26 dicembre)
    • Deposizione della veste, (2 luglio).
    • Deposizione della cintura, (31 agosto).
  3. Le feste  aghiasmiche, ossia la commemorazione dei santi, nell’anniversario della morte od in quello del trasferimento delle reliquie. Fà eccezione san Giovanni Battista di cui si commemora la nascita il 24 giugno.

 

Le maggiori feste dell'anno liturgico bizantino sono precedute da alcuni giorni di preparazione (preortie) e da alcuni giorni in cui continua la festa (meteortie) fino all'apòdosis, o conclusione, quando generalmente si ripete tutta l'ufficiatura della festa medesima.

Le Quaresime

Le queresime sono dei periodi di digiuno e di altre forme di penitenza, di preghiera più intensa o di pratica della carità, che hanno come finalità l'avvicinamento a Dio. Durante l'anno liturgico bizantino ricorrono generalmente quattro periodi di quaresima che hanno durata variabile e sono sempre in preparazione di una festa importante. In particolare:

  1. La Grande Quaresima dei digiuni, che va dal lunedì successivo alla domenica dei latticini al sabato di Lazzaro. In questo periodo ci si prepara alla Pasqua e la liturgia eucaristica è generalmente sospesa tranne la domenica quando viene celebrata la Divina Liturgia di san Basilio, il sabato con la Liturgia di san Giovanni Crisostomo e il 25 marzo, il giorno dell'Annunciazione. Il mercoledì ed il venerdì si celebra un ufficio di comunione detto dei Doni Presantificati, in cui si consuma l'Eucaristia  consacrata la domenica precedente.
  2. La Quaresima dei santi Apostoli che è in preparazione alla festività degli apostoli Pietro e Paolo del 29 giugno. Questa quaresima ha una durata assai variabile perché dipende dalla fine del periodo pasquale, infatti ha inizio il lunedì successivo alla domenica di tutti i Santi - la prima domenica del ciclo di Matteo - e termina il 28 giugno.
  3. La Quaresima della Dormizione di Maria che è in preparazione della festa del 15 agosto ed ha inizio il primo agosto.
  4. La Quaresima di Natale che inizia il 15 di novembre, quaranta giorni prima del Natale.

Durante l'anno ricorrono altri tre giorni di digiuno:

1) 5 gennaio - la vigilia della festa della Teofania

2) 29 agosto - la Festa della decapitazione di San Giovanni Battista.

3) 14 settembre - la festa della Esaltazione della santa Croce

 

Nelle chiese locali o nei monasteri possono essere istitutiti altri periodi di digiuno di durata variabile.


Date di Pasqua cattolica e ortodossa dal 326 al 4099


Scrivi un anno fra il 326 e il 4099:
Pasqua cattolica:
Pasqua ortodossa (dal 1583):
  

Come si calcola la data di Pasqua

La Pasqua cristiana segue approssimativamente quella ebraica, ma se ne discosta per due motivi: il primo è che essa si festeggia sempre di domenica, giorno della resurrezione di Gesù, il secondo è che per il calcolo non viene usato il calendario ebraico.

Precisamente, nel 325 il Concilio di Nicea fissò la seguente regola: la Pasqua cade la domenica successiva al primo plenilunio dopo l'equinozio di primavera (21 marzo). Di conseguenza essa è sempre compresa nel periodo dal 22 marzo al 25 aprile. Supponendo infatti che il primo plenilunio di primavera si verifichi il giorno dell'equinozio stesso (21 marzo) e sia un sabato, allora Pasqua si avrà il giorno immediatamente successivo, ovvero il 22 marzo. Qualora invece il plenilunio si verificasse il 20 marzo, bisognerà aspettare il plenilunio successivo (dopo 29 giorni), arrivando quindi al 18 aprile. Se infine questo giorno fosse una domenica, allora occorrerà fissare la data della Pasqua alla domenica ancora successiva, ovvero al 25 aprile.

La data è calcolata utilizzando il calendario giuliano dagli ortodossi, quello gregoriano da protestanti e cattolici. Si noti che utilizzando il calendario giuliano, l'intervallo di date corrispondente nel calendario gregoriano va dal 4 aprile all'8 maggio.

fonte: Rosina Borrescio