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Oggi ricorre anche: |
Si fa memoria:
Nella tradizione bizantina ci sono due ricorrenze principali nelle quali si commemorano i defunti: la prima è l'odierna, che cade il sabato antecedente la Domenica del Giudizio; la seconda cade il sabato precedente la Pentecoste. Ci sono altri giorni dedicati ai defunti ma hanno valore solo nelle chiese locali. In antrambe le ricorrenze la Chiesa prega per i cristiani che hanno lasciato questo mondo. Il senso di questa preghiera di intercessione a suffragio dei defunti trova la sua massima spiegazione nella liturgia, quando la comunità riunita insieme al sacerdote prega con queste parole:
Lc 21,8-9.25-27.33-36 Gesù disse: «Guardate di non lasciarvi ingannare. Molti verranno sotto il mio nome dicendo: "Sono io" e: "Il tempo è prossimo"; non seguiteli. Quando sentirete parlare di guerre e di rivoluzioni, non vi terrorizzate. Devono infatti accadere prima queste cose, ma non sarà subito la fine». 1 Tessalonicesi 4,13-17Fratelli, non vogliamo lasciarvi nell'ignoranza circa quelli che sono morti, perché non continuiate ad affliggervi come gli altri che non hanno speranza. Noi crediamo infatti che Gesù è morto e risuscitato; così anche quelli che sono morti, Dio li radunerà per mezzo di Gesù insieme con lui. Questo vi diciamo sulla parola del Signore: noi che viviamo e saremo ancora in vita per la venuta del Signore, non avremo alcun vantaggio su quelli che sono morti. Perché il Signore stesso, a un ordine, alla voce dell'arcangelo e al suono della tromba di Dio, discenderà dal cielo. E prima risorgeranno i morti in Cristo; quindi noi, i vivi, i superstiti, saremo rapiti insieme con loro tra le nuvole, per andare incontro al Signore nell'aria, e così saremo sempre con il Signore. Ὁ βάθει σοφίας φιλανθρώπως πάντα οἰκονομῶν, καὶ τὸ συμφέρον πᾶσιν ἀπονέμων μόνε Δημιουργέ, ἀνάπαυσον Κύριε τὰς ψυχὰς τῶν δούλων σου· ἐν σοὶ γὰρ τὴν ἐλπίδα ἀνέθεντο, τῷ ποιητῇ καὶ πλάστῃ καὶ Θεῷ ἡμῶν. Ὁ vàthi sofìas filantròpos pànda iconomòn, kiè to simfèron pàsin aponèmon mòne dimiurghè, anàpavson Kìrie tas psichàs ton dùlon su en si yàr tin elpìda anètheto, to piitì kiè Theò imòn. Te che, con profonda sapienza, amorosamente tutto governi e distribuisci a ciascuno ciò che gli è utile, o solo Creatore, concedi il riposo, o Signore alle anime dei tuoi servi, poiché hanno riposto la loro speranza in Te, Creatore e fattore e Dio nostro. * * * * * * Σὲ καὶ τεῖχος, καὶ λιμένα ἔχομεν, καὶ πρέσβιν εὐπρόσδεκτον, πρὸς ὃν ἔτεκες Θεόν, Θεοτόκε ἀνύμφευτε, τῶν πιστῶν ἡ σωτηρία. Se kiè tichòs kiè limena échomen, kiè prèsvin evpròsdekton, pròs on étekes Theòn, Theotòke anìnfefte, ton pistòn i sotirìa. Te abbiamo qual difesa e riparo e interceditrice ben accetta presso Dio, che hai generato, o Deipara, sposa inviolata, salvezza dei fedeli. * * * * * * Mετὰ τῶν Ἁγίων ἀνάπαυσον Χριστέ, τὰς ψυχὰς τῶν δούλων σου, ἔνθα οὐκ ἔστι πόνος, οὐ λύπη, οὐ στεναγμός, ἀλλὰ ζωὴ ἀτελεύτητος. Metà ton Aghìon anàpafson, Christè, * tas psichàs ton dhùlon su, * èntha uk èstin pònos, * u lìpi, u stenagmòs, * allà zoì atelèftitos. Assieme ai tuoi santi fa’ che riposino, o Cristo, le anime dei tuoi servi, là dove non vi è affanno, né dolore, né gemito, ma vita eterna. |
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